Posta Indesiderata: la Rubrica di lamentele e consigli inutili

NICOLETTA-BIO2

Nei commenti troverai le lettere dei nostri sfranti lettori, a cui la dott.ssa Nicòrette, moderna icona dell’errore reiterato, risponderà con accalorato risentimento.

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4 thoughts on “Posta Indesiderata: la Rubrica di lamentele e consigli inutili

  1. Cara Nicorette,

    sono anni che vivo un disagio enorme interno al mio rapporto di coppia.
    Amo con allegria la mia dolce metà, eppure c’è qualcosa che disturba l’idillio.
    Sembrerebbe cosa da poco, ma nella ridondanza del quotidiano non lo è, giuro.
    Detto così, senza inutili giri di parole: al mio ragazzo puzzano tremendamente le ascelle.
    Ho cuore stanco per le lotte inutili e il desiderio di poter ancora cambiare le cose. Per anni ho sopportato le malversazioni obbligate dalla siccità, ho vissuto in apnea tentando lotte sindacali in difesa di saponi e deodoranti; per anni ho sperato che di fronte alle rimostranze del mondo esterno (anche vari amici timidamente gli han fatto presente il problema), lui, che ha tanto a cuore il problema dell’emergenza rifiuti, fosse disposto ad applicare anche sul suo corpo oblungo i dispositivi ecologici fondamentali al corpo sociale. Ma niente da fare, neanche la calimma estiva smuove le sue abitudini medievali.
    L’altro giorno ho deciso di disertare e, per la prima volta in 8 anni di rapporto, l’ho obbligato a dormire sul divano.
    Da allora non c’è stata pacificazione. Mi chiedo: è possibile che un simile dettaglio, talmente semplice a cambiarsi, possa radicalmente deviare il corso del nostro amore?
    La prego mi aiuti…

    Cari e profumati saluti.
    Tarzaniella Profuga

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  2. Cara Tarzaniella Profuga,
    come diceva Eraclito: “Panta Rei” – tutto scorre-, ma in questo caso troppa lozza (sporcizia)si è formata nelle tubature interiori del suo amante selvatico.
    Sempre Eraclito, ho controllato su Google giacché feci studi classsici approssimativi, diceva: “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume” , ma in questo caso, parafrasando il grande filosofo, se non discendi neanche la prima volta nel fiume a lavarti so problemi! sia filosofici che igienici.
    Cosa fare? Ha di fronte a se due strade: la prima lastricata di deodoranza e la seconda rivestita di scorie radioattive.
    La strade della deodoranza richiede scaltrezza e fantasia, può provare a rivestire la sua casa di salviettine profumate, così che il suo uomo si deodori a sua insaputa ogni qual volta viene in contatto con una superficie. Nei suoi vestiti può applicare dei supporti anti sudore, li ho visti in una puntata del Dottor Oz, sembrano degli assorbenti ascellari, che, nonostante la loro ridicola natura di assorbenza alare, pare funzionino.
    E’ una soluzione infida, fatta di menzogna e tradimento, quindi può senz’altro fare al caso suo.
    La seconda via si basa invece sull’antica arte di aggirare i problemi. Si trasferisca vicino ad un allevamento di bufale, così l’odore wild del suo uomo le parrà un dolce sollievo per le sue narici ormai distrutte. Questa soluzione, come avrà intuito, implica un suo sacrificio, ma d’altronde siamo nati per soffrire.
    Un fetente saluto a lei.

    La Dottoressa Nicòrette

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  3. Gentile Nicòrette,

    le scrivo avendo a cuore un problema del mio cuore che non so dove gettare.
    Amo riamatissimo da pochi mesi la mia piccola Nina. Amo di lei ogni meandro, ogni più invisibile anfratto, ogni unghia e ogni poro, amo il suo stare al mondo. Con lei condivido peraltro una bislacca passione: quella nei confronti degli animali gregari. Sì entrambi facciamo lavori ben distanti da ciò, ma entrambi da anni portiamo avanti ricerche sui modi di vita delle formiche. Vabbé, ma non divaghiamo.
    Il punto è un altro: c’è in lei una cosa che non sopporto e non riesco a confessarglielo: la sua voce querula. E’, a mio avviso, la peggior voce che abbia mai udito in natura: stridente con la sua eleganza, completamente disarticolata e priva di qualsivoglia tonalità adatta ai contenuti. Parla d’amore e sembra, a voler stare a toni e melodie, stia elugubrando sull’odio. Parla di questioni politiche a noi vicine e sembra stia facendo la lista della spesa. Quando mi dice ‘ti amo’ spesso non son riuscito a trattenere la mia ilarità, la qual cosa l’ha abbastanza destabilizzata. A volte mi son chiesto se non amassi di lei il silenzio, se insomma la preferissi muta. Direi di no, perché quando mette a tacere la sua logorrea, mi mancano non poco le aperture discorsive a cui mi porta dialetticamente.
    Ora non mi dica anche lei, come fanno tanti amici miei, che in realtà non la amo. Perché l’amore, dicono in molti, metonimizza ogni cosa e supera ostacoli del genere.
    No, cara Nicòrette, io amo Nina e non amo la sua voce. E questo è quanto!
    Omaggi assai

    Pasquale Leale

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